da | Apr 5, 2016Scarpe Beautyjourney Running Uomo Ginnastica Da Sneakers nym80OvwNP | psicologia

«Perché Fido non c’è più? Tornerà?» «Dov’è adesso il nonno, come mai non ci vediamo più?» «Perché la zia non viene più a giocare con me?» «Dove si va quando si muore?».

Può arrivare un momento, nella vita, in cui si è chiamati ad affrontare un lutto importante: la scomparsa, la morte, improvvisa magari, di qualcuno tanto caro e vicino: un parente stretto o anche il gatto o il cane di casa a cui si era tanto affezionati.

Quando qualcuno muore in famiglia, gli adulti trovano ovvio parlare dell’accaduto, esprimere dolore, angoscia, rimpianto, nostalgia, disperazione; confrontare le proprie emozioni dolorose e i propri ricordi belli, tristi o nostalgici con quelli degli altri; cercare insieme di capire la successione degli eventi che hanno portato alla morte; pensare con rammarico o rabbia a come si sarebbe potuto evitare l’infausto evento; individuare se vi siano colpe; consolarsi gli uni con gli altri. E poi andar a vedere per l’ultima volta il corpo del defunto, accompagnarlo alla tomba con i riti opportuni per poterlo pensare e ricordare e distaccarsene. È in questo modo che gli adulti innescano il processo di elaborazione del lutto, aiutandosi attivamente gli uni con gli altri. E trovano tutto ciò normale, sano, necessario, doveroso.

I bambini vanno aiutati a capire

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Molto spesso gli adulti, presi dal loro dolore, dimenticano l’assoluta necessità anche per il bambino di elaborare il proprio lutto e di essere aiutato in questo lungo e impegnativo compito. Oppure, per proteggerlo da dolore e angoscia, cercano di tenerlo all’oscuro, a volte perfino di ingannarlo su ciò che realmente è accaduto. Questi atteggiamenti sono deleteri e non d’aiuto per il bambino. Se gli vengono nascosti i dati informativi sugli eventi reali che riguardano anche lui, non potrà farsene un’idea adeguata. Se non gli si dice la verità, percepirà più o meno confusamente di essere stato imbrogliato e imparerà a non fidarsi dei grandi e a non mostrare il proprio vero sentire.

Tacere e censurare la morte fa male

Il bambino (anche se piccolo) percepisce il dolore negli adulti. Ma spesso gli si impedisce di capire il senso di quel dolore: vede che il familiare non c’è più ma non gli viene spiegato come mai, né dove sia andato, né perché, né per quanto tempo. Si trova a vivere, direttamente e indirettamente, le emozioni per la perdita, ma sarà costretto a viverle come insensate, perché attivamente gli si impedisce di riconoscerle, di farsene una ragione, di condividere il dolore, di trovare conforto e consolazione. Gli si impedisce di pensare all’esperienza di perdita che sta vivendo e di attivare le risorse personali e relazionali a sua disposizione per affrontarla e gestirla. Gli si impedisce, quindi, l’elaborazione del lutto, che è un’assoluta necessità per il benessere psichico.

Bisogna rassicurare e condividereMadden®Acquista Steve Fino A Alti Tacchi −52Stylight BoedxrCW

Al contrario, il bambino deve essere aiutato nell’elaborazione del suo lutto. Con il linguaggio appropriato all’età, gli si deve dire che la persona cara è morta, spiegandogli che cosa vuol dire morire. Anche accompagnarlo a vedere la salma e farlo partecipare al funerale sono azioni utili a questo fine. Bisogna lasciargli lo spazio per capire, per esprimere ogni emozione (stupore, curiosità, dolore, angoscia, paura, rabbia, senso di colpa, sgomento, senso d’impotenza), per ogni domanda o pensiero sull’accaduto e sulle sue prospettive future, correggendo le idee errate e confermando la sensatezza delle emozioni. Va rassicurato che non verrà abbandonato, che si farà di tutto per non morire, perché la vita è bella anche se ora il dolore è grande.

Cos’è l’elaborazione del lutto?

È un lavoro mentale lungo in cui cerchiamo di capire bene, anche emotivamente, che cosa ci è capitato, cosa abbiamo perduto, quali aspetti di noi non potranno più realizzarsi e quali dovranno modificarsi, quali prospettive si chiudono e quali rimangono e si aprono. La mancata elaborazione del tutto, invece, comporta malessere psichico duraturo e ha conseguenze pesanti sulla salute mentale del soggetto e dei suoi discendenti, figli e nipoti, come risulta dalla ricerca e dalle psicoterapie. Favorire l’elaborazione del lutto è fare prevenzione primaria. Anche il bambino, per quanto piccolo, ha necessità di conoscere e condividere le proprie emozioni, specialmente quelle dolorose. Vedere che i grandi piangono può dar sollievo al bambino: vuol dire che anche il suo dolore è legittimo e degno di rispetto.

Cinque passaggi per aiutare i bambini ad affrontare il luttoScarpe Beautyjourney Running Uomo Ginnastica Da Sneakers nym80OvwNP

È nota nella nostra società l’esistenza di un tabù rispetto alle esperienza di malattia, morte e lutto ma questo è tanto più forte e censurante quando si tratta di introdurre tali temi con i bambini. È estremamente diffusa la convinzione che i bambini debbano essere protetti dalla sofferenza attraverso l’allontanamento, il silenzio e l’evitamento di tutto ciò che ha a che fare con il mondo della malattia e della morte. Quindi ai bambini vengono raccontate delle storie false per spiegare l’assenza di una persona che non c’è più oppure un improvviso soggiorno da nonni o zii. Quasi sempre non viene nemmeno presa in considerazione la possibilità di far partecipare il bambino ai funerali e gli viene negato di salutare il morente.

Invece, partecipare ai rituali sociali di passaggio inerenti il lutto potrebbe rivelarsi positivo. Il bambino in queste circostanze potrebbe comprendere che il dolore è esprimibile e mostrabile, non è il solo a provare sofferenza e tristezza, è possibile supportarsi e sostenersi reciprocamente.

Ovviamente, non ci si deve aspettare da parte dei bambini una risposta univoca e schematica alla scomparsa di una persona cara, perché le loro reazioni dipendono dall’età del bambino, dalla qualità del legame con la persona scomparsa, dalla possibilità di partecipare alla cura e al saluto della persona malata, dalle risorse dell’ambiente familiare e sociale, dalla possibilità di esprimere i propri sentimenti, dalla possibilità di proseguire la propria vita quotidiana.

Ogni bambino troverà un suo personale e specifico modo di elaborare il lutto. È importante preparare, accompagnare e sostenere il bambino che si trova ad affrontare la scomparsa di un congiunto perché tale esperienza rappresenterà un’occasione di apprendimento fondamentale, in base alla quale saranno affrontare le successive esperienze di perdita nel corso della vita.

Il lutto non è un momento, non è un evento, ma un processo che avviene nel tempo e che si riaffronta più volte nel corso della vita, ad ogni nuova perdita e separazione. Per i bambini il lutto richiede processi elaborativi complessi che vanno sostenuti dagli adulti.

Attraverso quali passaggi gli adulti possono aiutare i bambini nel percorso di comprensione, accettazione ed elaborazione della perdita definitiva di una persona amata?

  1. Espressione e comunicazione del dolore: per primo l’adulto deve concedersi di dire il proprio dolore senza sentirsi inadeguato o di cattivo esempio. È importante che cerchi un linguaggio che sia da ponte verso il bambino e lo incoraggi nella manifestazione dei suoi stati d’animo, costruendo un ambiente accogliente e permissivo delle emozioni legate al lutto.
  2. Spiegazione: all’adulto spetta il compito di informare il bambino su quanto sta accadendo. Naturalmente in base all’età del bambino e alla sua capacità di comprendere il significato della morte l’adulto deve saper scegliere e calibrare le parole e le modalità più adatte. Spesso gli stessi adulti non sanno come spiegare qualcosa di grave ad un bambino, non sanno se sia giusto, temono di esporlo a maggiori sofferenze. Ma non è così, tenere i bambini “fuori dalle circostanze” non li salvaguarda dalla sofferenza, i bambini comprendono molto bene cosa sta accadendo, lo sentono, lo percepiscono, lo leggono dai volti e dalle conversazioni. I bambini hanno bisogno di accostarsi al tema della morte attraverso una guida sicura. Eludere l’argomento non preserva i bambini dalla sofferenza e soprattutto non li sostiene nel processo elaborativo che devono necessariamente affrontare.
  3.  Preparazione e accompagnamento: anche per i bambini è possibile imparare a confrontarsi con gli eventi dolorosi della vita, come il trauma, la malattia e la perdita. Nel momento in cui il bambino affronta per la prima volta la perdita di una persona che ama è auspicabile, a meno che l’evento non sia improvviso, che possa avvicinarsi e prepararsi gradualmente alla scomparsa. Sicuramente non si è mai veramente pronti a lasciare andare chi si ama, sia da bambini che da adulti. Ma diverso è poter esserci o meno. Anche per un bambino sapere di essere stato presente nel difficile momento dell’accostarsi alla morte di qualcuno che hanno amato è una consapevolezza importante perché permette al bambino e al morente di salutarsi, perché allevia il possibile senso di colpa del bambino (anche rispetto al futuro), perché aiuta il bambino a comprendere la finitezza della vita e delle relazioni umane che non significa subire una perdita assoluta.

4. Inclusione e partecipazione: partecipare ai funerali o ai rituali di saluto al defunto può rappresentare un’opportunità nel percorso di elaborazione del bambino e per questo rivestire un significato importante. I bambini, esattamente come gli adulti, devono costruire un’immagine interiore del defunto per poterne mantenere viva la presenza. Poter esserci e poter salutare per l’ultima volta permette al bambino di farsi soggetto attivo, di inserire nella sua rappresentazione un’azione intrapresa e compiuta, non subita. I bambini non hanno gli stessi strumenti degli adulti, non ci si può aspettare lo stesso tipo di comportamento: non è la parola il canale privilegiato per raccontarsi. I bambini parlano con il corpo, con il gioco, con il disegno. Probabilmente la maggior parte dei bambini alternerà momenti di coinvolgimento e tristezza a momenti di gioco e apparente distrazione.

5. Condivisione e cura del ricordo: costruire un ambiente supportivo per il bambino significa anche consentire ai ricordi di emergere, incoraggiare la narrazione e arricchirla per consolidare una rappresentazione positiva della relazione tra il bambino e la figura che ha dovuto lasciare. È meglio parlare di “cura del ricordo” piuttosto che di “ricordo”, implica un’azione partecipativa, quotidiana, silenziosa ma attiva e consapevole. Chi vive un lutto, bambino o adulto che sia, attraverso un periodo caratterizzato da un enorme senso di perdita e di vuoto. Il prendersi cura rimanda al mondo degli affetti, al mondo delle relazioni, quello stesso mondo dove il defunto è ancora vivo e il legame ancora presente e nutrito. Anche per i bambini.

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Il lutto implica un impegnativo e faticoso lavoro psichico per tutti, ancora di più per i bambini. Ciò non significa che la morte debba rappresentare necessariamente un evento traumatizzante e devastante. Qualora però vi fossero difficoltà nel portare avanti un percorso di elaborazione del lutto è possibile, anche attraverso un intervento specialistico, accompagnare il bambino, i suoi adulti di riferimento e i suoi familiari nel fronteggiare questo delicato passaggio di vita.

GUIDARE I BAMBINI ATTRAVERSO L’ELABORAZIONE DEL LUTTO versione estesa

Dott.ssa Francesca Federici Psicologa – Pedagogista Clinico 339 8781109 [email protected] 

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